09 aprile 2009

Gruppo su Facebook: "Morire con l'amianto in casa! 4000 morti all'anno! Cosa fa' lo Stato???"


Articolo del Corriere della Sera del 27.3.09:
4.000 vittime all'anno, il 30% contaminate con l'edilizia Regioni, 17 anni di ritardo: manca la mappa degli edifici!!!!Il signor Vladimiro Tacca era il custode di una fabbrica di Paderno Dugnano. Ha vissuto lì con la famiglia dal 1974 al 1994. Tra le sue mansioni c'era anche quella di spazzar via le foglie dal tetto e dalle grondaie del capannone in Eternit. Tre anni fa s'è ammalato. Mesotelioma, è stata la diagnosi. In un anno se n'è andato. Aveva 76 anni. In via Russoli, a Milano, di storie come quella del signor Vladimiro gli abitanti delle case Aler ne mettono in fila diverse: quella del signor Giorgio, operaio dell'Alfa; del signor Luigi, finanziere; del signor Giacomo, commerciante. «Tutti morti perché vivevano in case piene d'amianto». La sua storia, invece, Luisa Minazzi, 56 anni, ex dirigente scolastico di Casale Monferrato, la racconta in prima persona: «Non ho mai lavorato in fabbrica, ma mi sono ammalata per colpa delle polveri dell'Eternit; il nostro cortile e il tetto del garage erano fatti con gli scarti della lavorazione che venivano regalati».Vittime non solo in fabbricaLe vittime dell'amianto, tra i 3.000 e 4.000 l'anno, non sono più solo ex lavoratori: «In tre casi su dieci, uomini e donne in pari misura, ci si ammala e si muore di mesotelioma (il cancro della pleura causato quasi esclusivamente dall'amianto) o cancro ai polmoni a causa di esposizioni extra professionali», spiega Alessandro Marinaccio, responsabile del Registro nazionale dei mesoteliomi dell'Ispesl. Vale a dire: «Gli ex lavoratori continuano a morire, ma sono sempre di più anche le persone che si ammalano dopo essere venute in contatto con l'amianto nell'ambiente, anche in casa. Non c'è una soglia minima, basta una piccola esposizione», denuncia il presidente dell'Associazione italiana esposti all'amianto Fulvio Aurora, ricordando come «il numero totale delle vittime ogni anno sia tre quello delle morti bianche». In contatto nell'ambiente, vicino alle fabbriche, ma non solo: degli oltre tre milioni e 700 mila tonnellate di amianto lavorati dal Dopoguerra, il 70% è stato impiegato nell'edilizia. Il British Journal of cancer denuncia l'aumento di carpentieri, elettricisti e idraulici tra le vittime dell'amianto. E ancora lo si trova ovunque: tetti, tubature, pavimenti in vinil-amianto. Entro il 2015 dovrà essere del tutto smaltito.Il bando e la mappatura che non c'èIn Italia l'amianto è stato messo al bando nel '92 ma ancora ne esistono migliaia di tonnellate: se ne stimano 23 milioni. Già la legge 257 ha imposto alle Regioni un censimento, innanzitutto dell'amianto friabile, il più pericoloso. Un obbligo ribadito e regolato dalle successive normative. Ma a oggi, dopo 17 anni, quattro Regioni sono ancora inadempienti: «Calabria, Lazio, Sicilia e Provincia autonoma di Trento non hanno ancora consegnato alcun dato», dicono dal ministero dell'Ambiente. E anche leggendo i numeri forniti dalle altre Regioni si capisce che la mappatura è ben lontana dall'essere realizzata: dei 23 mila siti segnalati al ministero quasi 15 mila sono nelle Marche. «C'è chi ha segnalato solo gli stabilimenti dismessi, chi la presenza di amianto in scuole e ospedali, chi (pochi) nelle abitazioni», dice Achille Marconi del registro dell'Istituto superiore di sanità. «Ma sia chiaro: l'amianto non è pericoloso in assoluto, lo diventa quando si degrada e rilascia fibre». Bussando alla porta delle singole Regioni si capisce che le banche dati locali sono più ricche ma la raccolta dei dati non è armonizzata. E va ovunque a rilento. La colpa? «Mancano le sanzioni, per enti locali e cittadini», concordano addetti ai lavori, magistrati e l'Aiea. In Lombardia: «18.236 strutture private e 3.326 pubbliche censite, più 2.800.000 metri cubi di cemento amianto mappato con il telerilevamento». In Emilia Romagna: «Dei 31.0000 edifici censiti 1.889 i positivi, per il 40% condomini anni 1965-1983». Nell'«inadempiente» Lazio la mappatura è stata avviata a ottobre ma solo su edifici pubblici o aperti al pubblico. I dati saranno ora inviati al ministero ed enti competenti. «E quando arriveranno non è detto che saranno incrociati con quelli epidemiologici per attuare piani di intervento mirati e urgenti», dice Pietro Comba, dell'Iss. «La legge impone una conferenza all'anno. Dal '92 ne è stata fatta solo una». La competenza, dicono dall'Ambiente, «è della Commissione nazionale amianto del ministero della Salute». Ma da lì non sono arrivati né dati né risposte.Casale Monferrato e BroniEppure Casale Monferrato, dove la Eternit è stata attiva fino al 1986, è una ferita aperta. Bruno Pesce, coordinatore dell'Associazione familiari vittime dell'amianto, racconta come «oggi oltre i tre quarti dei nuovi casi di mesotelioma sono rappresentati da persone che non hanno mai lavorato in fabbrica: 45-50 nuove diagnosi l'anno». Il 6 aprile ci sarà la prima udienza preliminare del processo contro i vertici dell'Eternit: «Quasi 1500 vittime, di questi 250 cittadini (altre 200 pratiche pronte)». Casale è il centro più avanti sul fronte delle bonifiche: «Il piano interessa Casale e 48 comuni: gli edifici pubblici sono stati bonificati, ora siamo al 50% dei privati». Gli incentivi prevedono lo smaltimento gratuito del "polverino" e la copertura del 50% delle spese per la rimozione delle coperture in Eternit. Anche a Broni e dintorni (Pavia), «polverino» e scarti della Fibronit sono stati usati in larga misura. «Prima si sono ammalati gli ex operai, poi le loro mogli, di recente persone qualunque», spiega l'assessore all'Ambiente Mario Fugazza. Cinque centraline vigilano sull'ex stabilimento, ma qui nemmeno il censimento delle coperture, è stato completato: «Siamo all'80%: ha risposto solo il 25% dei cittadini». Il dito dell'assessore è puntato contro costi e mancanza di fondi: «Solo per la messa in sicurezza del sito servono 25 milioni, altri 10 per lo smaltimento: a oggi ne abbiamo ricevuti solo tre e altri tre sono stanziati».Una soluzione che costaEsclusi i fondi per il Programma nazionale bonifiche, il ministero dell'Ambiente nel 2001 ha stanziato 9 milioni per ulteriori risanamenti e per una mappatura completa. Altri 5 milioni sono stati previsti dalla Finanziaria 2008, di recente però annullati. Alcune Regioni hanno stanziato fondi propri. Il Veneto sta per approvare 15 milioni di incentivi. «Noi — afferma Gianfranco Bertani, direzione generale Sanità della Lombardia — avevamo stanziato un milione per il 2006-2007: i cittadini hanno presentato richieste per 50.000 euro, la delibera è stata sospesa». I piani regionali impongono ai proprietari degli immobili di denunciare all'Asl la presenza di manufatti in amianto friabile, alcuni anche quelli di cemento-amianto. «Non tutti i Comuni hanno però inviato le lettere informative. E quando l'hanno fatto non tutti i cittadini hanno risposto», dice Pietro Membri, presidente dell'associazione degli amministratori di immobili Anaci. «Mentre in Francia sono previste sanzioni per proprietari e amministratori (nell'atto di vendita bisogna attestare che nell'abitazione non è presente amianto) in Italia tutto tace», spiega il senatore Pd Felice Casson, firmatario di una proposta di legge che prevede tra l'altro anche l'indennizzo delle vittime civili. L'autodenuncia ha un costo a carico del privato: bisogna chiamare un'impresa certificata, fare una valutazione del rischio. Solo per un sopralluogo si va dai 150 ai 200 euro. Se poi si deve procedere alla bonifica, ad esempio di un tetto, si parla di migliaia di euro tra rimozione e smaltimento in discarica. Quelle autorizzate sono poche, le più grandi in via di esaurimento. Quelle individuate per sostituirle, come in provincia di Cremona, sono già diventate bersaglio della protesta dei cittadini. E quelle abusive ormai non si contano. Non è un caso che, come rivela uno studio dell'ospedale Montaldi di Napoli, un record di vittime da esposizione ambientale si registri proprio nelle aree dell'emergenza rifiuti: lì le persone colpite da mesotelioma sono aumentate del 50% in cinque anni. Più di nove su dieci non avevano mai lavorato in fabbrica.

INFORMAZIONI GENERALI SULL’AMIANTO
L'amianto è nocivo per la salute dell'uomo per la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili.
E l'esposizione a tali fibre è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio.
I più pericolosi sono i materiali friabili i quali si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione.
L’amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se segato, abraso o deteriorato).
L'esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).Esse si manifestano dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma.
L'asbestosi è una grave malattia respiratoria che per prima è stata correlata all'inalazione di fibre d’amianto, caratterizzata da fibrosi polmonare a progressivo aggravamento che conduce ad insufficienza respiratoria con complicanze cardiocircolatorie.
Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare con conseguente difficile scambio di ossigeno tra aria inspirata e sangue.
Si manifesta per esposizioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente una malattia professionale che, attualmente, è sempre più rara ma che ha provocato il maggior numero di decessi.
Il carcinoma polmonare, che è il tumore maligno più frequente, si verifica anche per esposizioni a basse dosi.
Il fumo di sigarette amplifica notevolmente l’effetto cancerogeno dell'amianto aumentando sensibilmente la probabilità di contrarre tale malattia (nei fumatori esposti ad amianto la probabilità è infatti 90 volte superiore a quella di non fumatori non esposti).
Il mesotelioma della pleura è un tumore altamente maligno della membrana di rivestimento del polmone (pleura) che è fortemente associato alla esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.In genere, le esposizioni negli ambienti di vita sono di molto inferiori a quelle professionali, ciò nonostante non sono da sottovalutare perchè l'effetto neoplastico non ha teoricamente valori di soglia.
Infatti, nel corso degli anni sono stati accertati casi riferibili sia ad esposizioni professionali limitate nell’entità e durata, sia ad esposizioni al di fuori dell’ambito professionale (come per esempio per gli abitanti in zone prossime ad insediamenti produttivi, per i conviventi o per i frequentatori di lavoratori esposti).
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CRONACA
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Il ministro dei trasporti cinese? Fur Gon Cin
> (Anonimo)
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DIARIO PERSONALE
Ho sentito 3 scosse in questi giorni, sono un pò "scosso". Mai quanto gli sfortunati abruzzesi, ai quali sono vicino in questi giorni di dolore e sconforto.

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09 dicembre 2008

aiutiamo la volpe a tre zampe


CRONACA INTERNA
CRONACA ESTERA
CENSURA
CULTURA
AMBIENTE
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Spendere è molto più americano di pensare.
> Andy Warhol
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DIARIO PERSONALE
Sono perfettamente consapevole di non essere migliore di camorristi e ladracci vari, verso cui rivolgo i miei indignati e quotidiani strali.
Non mi sento migliore ma forse diverso, perchè io, quando faccio una cosa sbagliata, mi vergogno tantissimissimo e cerco di migliorare.

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20 ottobre 2008

Vittorio Foa


Il post di oggi è dedicato ad un vecchio signore antifascista, scomparso oggi.
Leggi qui da wikipedia
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CRONACA
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
E' più semplice fare un buon lavoro che spiegare perché non lo hai fatto.
> Martina Navratilova
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DIARIO PERSONALE
Bel castello a Torino, con fantasma, che mi ha ispirato una poesia. Sarà solo suggestione?

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14 ottobre 2008

Processo agli assassini dell'Eternit


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CRONACA
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
La notte è silenziosa, e nel suo silenzio si nascondono i sogni.
> Kahlil Gibran
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DIARIO PERSONALE
Bella giornata, io al lavoro, nessuna novità......uff...

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18 settembre 2008

Greenpeace



Sostenete le battaglie di Greepeace
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CRONACA
Articolo dal sito di Greenpeace (in inglese, la traduzione, molto sommaria sta nei commenti al post)
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Un uomo di sucesso è quello che guadagna più di quanto sua moglie riesca a spendere.Una donna di successo è quella che riesce ad accalappiarlo.
> Anonimo
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DIARIO PERSONALE
Oggi piove, il cielo piange.

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25 luglio 2008

Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche



TRATTO DAL SITO PUBBLICAMMINISTRAZIONE.NET :

Dall'inizio del 2008, 850 mila tonnellate di rifiuti pericolosi e difficili da smaltire non saranno più esclusiva competenza dei Comuni. Entrerà infatti in azione il decreto legge 151 del 2005, che si occupa dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (in sigla RAEE). Dopo ben tre rinvii anche il Bel Paese recepirà questa normativa europea risalente al 2003, portando novità e cambiamenti per tutti gli attori coinvolti nella filiera: produttori, distributori, consumatori e Comuni.
Cosa sono i RAEE
Per prima cosa è utile capire bene quali sono gli strumenti ed i macchinari dei quali si occupa questa normativa. Si tratta, come definizione dal decreto, di «apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o da campi elettromagnetici [...] progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua». Ricadono quindi in questo ambito di applicazione, ad esempio, computer, grandi e piccoli elettrodomestici, condizionatori, luci. Un campo d'azione piuttosto vasto, che produce rifiuti pari a 14 kg all'anno per abitante con ritmi di crescita del 3-4%.
Attualmente il reimpiego di tali materiali si ferma ad 1,15 kg per abitante (67 mila tonnellate) e l'obiettivo del decreto è raggiungere i 4 kg entro il 2008, facendo uscire 240 mila tonnellate di rifiuti pericolosi dalle discariche tramite recupero, reimpiego o riciclo. Questi apparecchi infatti, pur rappresentando un piccolo volume rispetto al complesso dei rifiuti, sono tra i più inquinanti e pericolosi per l'ambiente, essendo costituiti anche da materiali pericolosi e difficili da trattare, come cfc, cadmio e mercurio.
Cosa cambia con la nuova normativa
I Comuni sono stati i primi a spingere ed incoraggiare il Governo nell'adozione di questo decreto. La stessa ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) tramite le parole del suo presidente Leonardo Domenici, si è detta più volte preoccupata dalle continue proroghe all'avvio del sistema che continuavano a «far ricadere sui Comuni l'intero costo di gestione dei RAEE».
Erano infatti gli unici soggetti che, pur senza alcun obbligo di raccolta differenziata, dovevano occuparsi di questa tipologia di rifiuti. Il loro costo smetterà quindi di incidere sulla Comunità, tramite tassa o tariffa per i rifiuti urbani, andando ad attingere risorse solo da chi acquista questo genere di prodotti. Secondo le ultime stime dell'APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente) smaltire 107 mila tonnellate di RAEE costa ogni anno circa 77 milioni di euro, che si staccheranno da TARSU o TIA per permettere il miglioramento dei servizi o una sua rimodulazione
I consumatori, che fino ad oggi erano obbligati a portare i propri RAEE presso le eco-piazzole comunali, potranno così gratuitamente lasciare il rifiuto ai distributori, nel caso di nuovo acquisto. Per loro ci sarà un nuovo costo, che i produttori sceglieranno se inglobare nel prezzo finale o renderlo separato applicando la cosiddetta visible fee. La spesa per la gestione dei rifiuti verrà infatti girata ai consumatori, con importi che variano prevalentemente in base al peso. Il costo medio sarà di 3,5 centesimi di euro per kg. Ad esempio, un frigorifero comporterà un contributo di circa 13 €, un condizionatore di 4 €, un monitor di 3 €.
L'economia dell'ecologia
Il grande vulnus di questo progetto è oggi rappresentato dagli spazi. I RAEE, infatti, saranno portati dai cittadini o dai distributori alle eco-piazzole e da lì prelevati periodicamente da sistemi collettivi o consorzi dei produttori che li trasferiranno presso i centri di trattamento. Mentre i centri di trattamento dei rifiuti, circa una decina, soddisfano le necessità anche grazie ad iniziative di imprenditori privati, le eco-piazzole sono arrivate solo al 40% della copertura necessaria, calcolata in un migliaio di aree, in media una ogni 8 Comuni. La situazione è caratterizzata da un ritardo del sud rispetto al nord ma, per arrivare all'obiettivo, ministero, Comuni e produttori si sono impegnati in un accordo per l'allestimento delle necessarie eco-piazzole, e recuperare il ritardo dell'Italia rispetto agli altri paesi dell'UE nel giro di 2–3 anni.
Il riciclo ed il riuso dei RAEE non deve essere però visto esclusivamente come costo. Questi apparecchi sono infatti costituiti da materiali inquinanti ma in alcuni casi anche preziosi. Molte componenti sono realizzate in oro puro, che si può recuperare senza troppe difficoltà. Inoltre, il valore di queste Materie Prime Seconde cresce nel tempo e molte aziende hanno criticato il ritardo dell'Italia perché attendono con ansia di poter raggiungere volumi tali da poter generare profitto dal riciclaggio. Un esempio, guardando all'estero, è fornito dalla Matsuhita (che produce i prodotti da noi commercializzati come Panasonic) con il giapponese METEC (Matsushita Eco-Technology Center) che mira ad iniziare a generare utili nel giro di pochi anni (in Giappone una norma sul riciclo di apparecchi elettrici è in vigore dal 2001).

Una guida completa è disponibile presso
sito del Registro AEE oppure tramite il numero verde 840 500 111. Per realizzare il progetto immaginato dall'Unione Europea tutti sono chiamati a recitare attivamente il proprio ruolo, per raggiungere o, ancora meglio, superare l'obiettivo delle 240 mila tonnellate di rifiuti pericolosi riciclati.

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CRONACA

Manichino sedia elettrica, giostraio indagato

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LEGGEREZZA DEL GIORNO


I computer possono dare delle risposte, ma non sanno fare domande.

> Pablo Picasso

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DIARIO PERSONALE

Thank God It’s Friday.

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23 luglio 2008

Egoismo


DA WIKIPEDIA:
Per egoismo si intende un insieme di comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, al conseguimento dell'interesse del soggetto che ne è autore, il quale persegue i suoi fini anche a costo di danneggiare, o comunque limitare, gli interessi del prossimo. La radice del termine è la parola latina ego, che significa io.
Il comportamento opposto all'egoismo è l'
altruismo.
Kant riconosce un egoismo logico, attraverso il quale un soggetto reputa del tutto superfluo sottoporre le proprie idee alla verifica di quelle altrui, superandone in questo modo l'eventuale dissenso; un egoismo estetico, nel quale il principio universale del bello è unicamente formato dal gusto personale di chi lo idealizza; un egoismo morale, in cui il beneficio personale diventa il fine unico del comportamento.
I comportamenti egoistici possono a volte degenerare in forme
patologiche, determinando condizioni di solitudine sociale che possono sfociare persino nel suicidio (il "suicidio egoistico" teorizzato da Émile Durkheim).
In
sociologia e politica si parla a volte di "egoismo sociale", con riferimento a gruppi di persone che, sentendosi avvantaggiate, di solito economicamente, rispetto ad altri gruppi di persone appartenenti alla loro stessa compagine sociale, si adoperano per mantenere ed ampliare il proprio stato di vantaggio, per esempio appoggiando le organizzazioni politiche e sindacali più conservatrici. L'opposto dell'egoismo sociale è la solidarietà.
Tutt'altra interpretazione la si ha per l'egoismo in
Friedrich Nietzsche e, soprattutto, in Max Stirner, che ne ribalta completamente i presupposti.
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APPROFONDIMENTO
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Grazie al brillante sistema delle autostrade interstatali, oggi è possibile viaggiare da una costa all'altra degli States senza vedere nulla di interessante.
> Charles Kuralt
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DIARIO PERSONALE
Si può essere tristi, un giorno, anche senza alcuna ragione, senza che ci sia dietro uno specifico problema personale, o addirittura, si può essere tristi per la mancanza di libertà nel mondo, per la fame nel mondo, per le ingiustizie, per la nostra Madre Terra trattata come una pattumiera.
Ma non conviene dirvelo...

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22 luglio 2008

Klaus Kinski era malato mentale


DAL SITO CORRIERE.IT:
Scoperta la cartella psichiatrica del grande attore tedesco: Definito dai medici «pericolo pubblico»

BERLINO - Il leggendario e geniale attore tedesco Klaus Kinski era schizofrenico e psicopatico. A 17 anni dalla sua morte sono state scoperte le cartelle cliniche della star del cinema. Anticonformista, cinico e rissoso anche fuori dallo schermo, Kinski era solito denigrare con linguaggio assai colorito il cinema in genere, i critici, il pubblico e anche il proprio lavoro. Per anni ha sofferto di depressione, è stato definito un personaggio folle e problematico. Già a 26 anni fu ricoverato per un breve periodo in una struttura per cure mentali.
Continua a leggere qui
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CRONACA
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APPROFONDIMENTO
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Per campare vendevo mobili. Purtroppo erano quelli di casa mia.
> Les Dawson
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DIARIO PERSONALE
Pufff, puffff, panttttttt, panttt, vacanze, vacanze, aaarghhhh!!!!!!!!

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27 maggio 2008

Pagina 90 del settimanale "Venerdì di Repubblica" del 16 maggio 2008



"Mi diverto.E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…FACCIAMOLI PIANGERE!CITIAMOLI A MARTELLO OGNI VOLTA CHE PER SBAGLIO DICONO LA VERITA’.Usare la forza dell’avversario per farlo cadere". Jacopo Fo

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Gli interessi economici dietro le scelte energetiche


Guardate i filmati sul nucleare (ed il business dell'eolico in Italia) dal programma Exit su La7:
Da wikipedia:
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CRONACA
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Bette Davis era così lenta a imparare il copione che - per ammazzare il tempo - lavoravo a maglia sul set. Mi sono fatta una coperta lunga da Hollywood a Malibu.
> Joan Crawford (1904-1977)
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DIARIO PERSONALE
Oggi fa caldo. Non so se dire finalmente oppure......aiuto!!!!!!!!!!

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26 maggio 2008

Articolo amianto in zona Prenestino - Villa Gordiani (da il "Corriere della Sera")


Grazie mille a Shamu per avermi inviato questo file, che riporta la notizia apparsa oggi, 26 maggio 2008, sul Corriere della Sera - sezione "cronaca di Roma".
Grazie anche alla giornalista Carlotta De Leo per aver prontamente deciso di pubblicare questa notizia su di un giornale molto importante. Nella speranza che questo articolo aumenti la consapevolezza nella gente sul pericolo "amianto", la mia battaglia proseguirà.
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CRONACA
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Posto che la luce viaggia più velocemente del suono, la gente sembra brillante fino a che non parla.
> Anonimo
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DIARIO PERSONALE
La settimana comincia con una bella notizia. Non capita tutti i giorni di aprire il principale quotidiano nazionale e trovare un articolo su di una propria vicenda personale! Ora andate a sentire Travaglio, cliccando sul link "Passaparola"

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23 maggio 2008

AAAAAiuuuuuttttooooooo!!!!! IL NUCLEAREEEEEEEE



Ma perchè non si cerca una via con impatto ambientale nullo?? Perchè non si pensa un po' anche al futuro? perchè non si cerca di salvaguardare la terra?
è una scelta folle! fate girare per conoscere il problema... questo è uno dei tanti elenchi di problemi, diffusi da centinaia di siti, che ha il nucleare...

"il nucleare
Il principale svantaggio del nucleare sono le drammatiche conseguenze in caso di incidente. L'epilogo di Chernobyl ha causato conseguenze globali e, ancora oggi, non si conosce il reale impatto sulla salute. Se da un lato le nuove centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, dall'altro non si può fare a meno di pensare che anche la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo.
Le scorie radioattive devono essere stoccate per migliaia di anni. Nessun paese al mondo è giunto a una soluzione definitiva di stoccaggio. In Italia, nel 2003 si fermò in protesta un'intera regione italiana per impedire la realizzazione di un deposito geologico di scorie.
La produzione di armi nucleari resta l'ultimo grande handicap. Non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l'industria bellica. Nel 2004 gli USA e altri paesi occidentali fecero grande pressione sull'Iran per impedire la costruzione di una centrale nucleare civile proprio per il timore che questi impianti fossero utilizzati anche per finalità belliche. Pertanto il legame tra le due attività esiste.
Il costo reale del nucleare. Da circa 15 anni nessun paese occidentale, salvo la Finlandia, ha messo in cantiere nuove centrali nucleari. Il nucleare comporta costi elevati fin dalla realizzazione degli impianti. Vanno poi ad aggiungersi i costi militari per garantire la sicurezza dagli attentati terroristici e i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività. Tutti questi costi non sono sostenibili da un'industria privata. Lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In breve, il basso costo dell'energia in bolletta potrebbe essere più che compensato dall'aggravio fiscale in termini di imposte.
La localizzazione degli impianti nucleari. Le comunità locali sono restie ad accettare un deposito di scorie o una centrale nucleare vicino casa. "
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Il problema davvero grave in Italia è che i politici sono molto influenzati da industriali ed affaristi (se non sono proprio loro gli affaristi).
Questa gente pensa solo al business, se un'attività può far guadagnare, allora è cosa buona e giusta.

Ogni singolo cittadino ha l'obbligo di informarsi e di diventare massa critica, così da suggerire ai politici qual è il modo migliore di spendere i nostri soldi.

Non è una contrapposizione ideologica, ma è la normale dialettica politica: da una parte ci sono gli interessi degli industriali a fare profitto, dall'altra quello dei cittadini ad avere un'ambiente salubre, anche per le generazioni a venire.
Leggi anche "
Appello ai politici"
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CRONACA
Emergenza rifiuti - Il testo del decreto legge (parte 1)
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Quando guidi servono sicurezza e tranquillità: ci vogliono 8.400 bulloni per tenere insieme un'auto, ma basta un sasso per sparpagliarli tutti lungo la strada.
> Anonimo
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DIARIO PERSONALE
La mia intervista sul Corriere "dovrebbe" uscire domani

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12 ottobre 2007

Premio Nobel ad Al Gore



IL BLOG DI MARCOMORRISON SI UNISCE AL CORO DI GIUBILO MONDIALE PER LA VITTORIA DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE 2007 DI AL GORE.
ABBIAMO PIU’ VOLTE INVITATO A VEDERE IL DOCUMENTARIO “UNA SCOMODA VERITA’”.
QUESTO BLOG E’ A FAVORE DELLA DIFFUSIONE DI UNA CULTURA AMBIENTALISTA E RISPETTOSA DELL’AMBIENTE.
CIO’ NON VUOL DIRE DESIDERARE DI TORNARE NELLE CAVERNE A MANGIARE BACCHE, BENSI’ SPINGERE I GOVERNI AD APPROVARE NORME STRINGENTI CONTRO GLI INQUINATORI E PER LO SVILUPPO DI TECNOLOGIE CHE CONSENTANO ALL’ESSERE UMANO DI ESERCITARE OGNI ATTIVITA’ COL MINORE IMPATTO SULL’AMBIENTE CIRCOSTANTE.
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CRONACA
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LEGGEREZZA DEL GIORNO
Ogni mattina mi sveglio e tocco duecento volte le punte delle mie scarpe. Poi mi alzo dal letto e me le infilo.
> Max Greggio
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DIARIO PERSONALE
Ieri partita di calcetto durissima in quanto ho il piede che mi fa ancora male e sono fuori allenamento, ma la mia solita caparbia mi ha consentito di aiutare fino alla fine la squadra a raggiungere un pareggio insperato!

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12 febbraio 2007

Le ultime sul caso "Finanziamenti Cip 6"



Tratto dal blog di Piero Ricca del 9.2.07:

“Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio forse confonde due strumenti legislativi diversi: il decreto legge e il disegno di legge. Auguriamoci che suo fratello Marco, ex calciatore dal 10 aprile nominato senatore dei Verdi per meriti di sangue, gli spieghi la differenza.Pubblico sul tema questa lettera di Jacopo.

Caro Piero,
immagino saprai la figuretta che sta facendo Pecoraro Scanio.Dopo aver promesso sul blog di Beppe che avrebbe fatto un decreto legge per impedire i finanziamenti CIP 6 ai termovalorizzatori in fase di ultimazione, ha fatto dietrofront in Consiglio dei ministri ed assieme a Bersani ha confezionato solo un disegno di legge, con la conseguenza di dare altri anni di impunità alla lobby dei rifiuti. Invito a inoltrargli questa lettera. Grazie, Jacopo

“Egregio Ministro Pecoraro Scanio,
in data 1/2/2007 non ho potuto fare a meno di rallegrarmi della sua lettera inviata al Blog di Beppe Grillo in cui anticipava la ratifica di un DECRETO legge per impedire l’accesso ai finanziamenti rivolti alle fonti rinnovabili, i cosiddetti CIP-6, ai nuovi impianti di termovalorizzazione con queste parole:“… Domani il CdM dovrà mantenere l’impegno preso con il parlamento e reintrodurre in decreto la norma concordata al Senato per abolire il Cip 6. … La mobilitazione del popolo della rete è stata, infatti, un’iniziativa di democrazia diretta utile a sollecitare un cambiamento che non era più rinviabile.”L’argomento è stato trattato nel Consiglio dei Ministri n. 37 del 7/2/2007, ma con mio sommo stupore la promessa è stata da Lei disattesa come risulta dal comunicato stampa del Governo, che riporto:“su proposta del Ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio:un DISEGNO di legge di attuazione degli obblighi comunitari per il finanziamento all’energia da fonti rinnovabili. Con tale disegno di legge si intende destinare i finanziamenti cosiddetti “cip 6″ alle sole fonti rinnovabili; si limita, modificando la disciplina contenuta nella legge finanziaria 2007, l’estensione di tali finanziamenti ai soli impianti già realizzati e operativi.”Mentre il decreto avrebbe avuto effetto immediato, è evidente che un disegno di legge ancora da redigere rinvia la decisione di oltre un anno.Per questo motivo sono a chiederLe i motivi di questo dietrofront che permetterà alle “lobbies dei rifiuti” e ai loro impianti in fase di ultimazione di usufruire a tempo indeterminato di quei finanziamenti che si vorrebbe vedere impiegati nello sviluppo delle vere fonti rinnovabili.Grazie dell’attenzione, Jacopo della Quercia”
segr.ufficiostampa@minambiente.it”

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Post di risposta dal blog del Ministro Pecoraro Scanio dell’11.2.07:

“Devo alcune risposte sulla questione Cip6. E preferisco farlo in questo luogo privilegiato di interazione democratica. Lo avevo anticipato in una risposta ad un commento precedente. Ma cercherò di essere più chiaro.La vicenda è nota: il tentativo di arrivare ad una rapida soluzione sulla questione dei finanziamenti impropri a fonti non rinnovabili si è arenato in Parlamento (emendamento dichiarato inammissibile); ma anche la strada del decreto legge si è dimostrata impraticabile (è il Presidente della Reppubblica che deve porre la sua firma in calce al decreto).Quindi sono rimaste due ipotesi plausibili. La prima è che la questione venga inserita come emendamento a qualcuna delle leggi in corso di approvazione (magari proprio quelle sull'adeguamento agli obblighi comunitari), su questa linea sono già mobilitati i gruppi parlamentari dei Verdi; la seconda è che il disegno di legge sui Cip6 - come auspicato e promesso dal Consiglio dei ministri - sia rapidamente discusso ed approvato.In entrambi i casi servono le vostre sollecitazioni e mobilitazioni. E' notorio che i Verdi non governano da soli, è necessaria quindi la massima disponibilità degli altri gruppi parlamentari. Per questo vi chiedo una mano: voi tutti potete contribuire facendo pressione sui vostri rappresentati in Parlamento, di qualunque gruppo siano. Solo una mobilitazione comune e condivisa può sbloccare la situazione”.

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Sul punto, il post dell’11.2.07 di Grillo parla, anche in riferimento al caso “Cip 6”, di “Ministri in ostaggio”.
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CRONACA
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DIARIO PERSONALE

Oggi è una brutta giornata uggiosa. E’ saltata la partita di calcetto di stasera. Meglio così, perché questo tempaccio non invoglia a gioiose pedate alla palla di cuoio. Meglio un bel libro davanti al camino (che non ho)!

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02 febbraio 2007

Rapporto IPPC dell'ONU sul clima



Tratto da repubblica.it:

"Pubblicata stamane la versione definitiva dello studio dell'Ipcc dell'Onu
Secondo le previsioni degli scienziati, il livello dei mari si alzerà tra i 18 e i 59 centimetri

Ambiente, al più tardi entro il 2100la temperatura crescerà da 1,8 a 4 gradi

Il riscaldamento del clima durerà "per oltre un millennio"E' dovuto con una probabilità del 90% alle emissioni umane di gas serra

PARIGI - Entro la fine del secolo in corso, dunque al più tardi nel 2100, la temperatura superficiale della Terra crescerà probabilmente da 1,8 a 4 gradi centigradi.
E' la stima definitiva dell'Ipcc, l'Intergovernmental Panel on Climate Change, la più importante commissione di studio delle Nazioni Unite sul surriscaldamento globale, di cui è in corso a Parigi la conferenza.
Secondo la commissione, il riscaldamento del clima sulla Terra durerà per "oltre un millennio". Gli esperti dell'Ipcc ritengono con una probabilità del 90 per cento che il riscaldamento climatico sia dovuto alle emissioni umane di gas serra. La oscillazioni nelle previsioni dipendono dalle quantità di anidride carbonica, il principale tra i gas-serra, che in concreto saranno immesse nell'atmofera. La stima si riferisce al decennio 2089-2099, messo a confronto con il periodo 1980-1999: si basa sul lavoro, e lo sintetizza, di 2500 ricercatori esperti in diversi settori di rilevanza climatica, e operanti in ogni parte del mondo.
Si tratta della prima revisione in sei anni delle prove scientifiche relative all'effetto-serra e alle sue conseguenze potenzialmente disastrose: l'ultima risaliva infatti al 2001, quando la proiezione fu di un incremento nella temperatura della superficie terrestre nell'ordine di 1,4-5,8 gradi.
Ora gli studi sono riusciti a ridurre la forbice, tagliando sia l'estremo positivo che quello negativo. All'epoca si adottò tuttavia un metodo di calcolo parzialmente diverso da quello impiegato ora. La differenza tra quest'ultimo rapporto e quello che l'ha preceduto, Stephanie Tunmore, di Greenpeace International, la sintetizza così: "Il messaggio ai governi è chiaro: c'è una finestra di tempo per agire che si sta restringendo in fretta. Se il rapporto del 2001 era un invito a svegliarsi, quest'ultimo è una sirena che urla".
Quanto all'innalzamento del livello dei mari, si valuta che entro la scadenza considerata esso sarà compreso tra 18 e i 59 centimetri: si tratta peraltro di cifre sulle quali non c'è consenso unanime. Una parte degli scienziati le considerano infatti troppo prudenti, dal momento che non tengono conto delle ripercussioni di alcuni eventi recentissimi, come lo scioglimento di vaste estensioni di ghiaccio osservato sia in Antartide sia in Groenlandia."

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LEGGEREZZA DEL GIORNO

E’ cominciato da un paio di settimane il nuovo programma di Francesco Paolantoni, esilarantissimo!
Questi sono dei vecchi video di Paolantoni, Sarcinelli e Giobbe Covatta su Odeon TV:

http://www.youtube.com/watch?v=HOy_jQOoDAU&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=cPTHg1bsuI4&mode=related&search=

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DIARIO PERSONALE

Oggi torno a Napoli. Sto leggendo una biografia di John Belushi (vedi il mio post del 6.12.06), una persona che, malgrado il successo professionale enorme, i soldi, la notorietà, l'intelligenza e la simpatia, è caduto (volontariamente?) tra le braccia spietate della droga.

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26 gennaio 2007

Dieci cose da fare




Tratto dal blog di Grillo, che ha tradotto i consigli dati da Al Gore nel suo film-documentario sul "Riscaldamento globale" della Terra, "Una Scomoda Verità" (An Inconvenient Truth) :
"Da subito possiamo dare un contributo per migliorare la Terra con tenthingstodo, diecicosedafare.

1- Usa lampadine fluorescenti e compatte
2- Usa la macchina il meno possibile
3- Ricicla
4- Verifica la pressione delle gomme dell’auto
5- Non sprecare acqua calda
6- Non comprare prodotti con molte confezioni
7- Regola il termostato di casa
8- Pianta un albero
9- Spegni gli elettrodomestici non in uso
10- Fai girare questo elenco"
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LEGGEREZZE DEL GIORNO
la stampante maledetta:
I nostri politici "acculturati":
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DIARIO PERSONALE
Ieri ho visto il film di Al Gore.
Non sono meravigliato del fatto che nella Capitale dell' Italia il film è proiettato solo in 3 sale.
Non sono meravigliato dal fatto che in sala, alle 20.30, c'erano, sì e no, una decina di persone.
Non sono meravigliato dal fatto che gli uomini, sebbene sappiano dagli anni '50 di essere la causa del surriscaldamento del pianeta, continuino a fregarsene allegramente consumando in maniera forsennata le risorse non rinnavabili del nostro ex-bellissimo pianeta e facendosi la guerra fra loro per futili motivi di potere e denaro.
SONO ABITUATO.
Allora, IL MIO CONTRIBUTO DI ESSERE UMANO RESPONSABILE è quello di fare pubblicità a questo film, affinchè sempre più persone siano consapevoli della gravità di rischi che correranno SICURAMENTE i nostri figli.
Ed, inoltre, nel nostro piccolo, ci dobbiamo sforzare di seguire quelle semplici regolette di cui sopra.

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